Questo rischio è anche denominato la “sindrome del pilota automatico”.
Mi iscrivo all’università e do i miei esami. Al lavoro ci penserò poi, una volta laureato. S e per qualche corso universitario ad alto contenuto tecnico e tecnologico (ad es. ingegneria, architettura, tecnico della sanità) forse (e sottolineiamo il “forse”) ci si può anche permettere di pensare solo allo studio, è certo che chi frequenta corsi con una vocazione più forte alla ricerca e allo studio teorico è quasi obbligato a immaginarsi in che modo vorrà spenderli nel mercato del lavoro.
Crediamo sia importante immaginarsi per tempo il proprio percorso professionale, perché questa consapevolezza permette di orientare con più efficacia lo stesso percorso di studi.
Innanzitutto si tratta di una consapevolezza che ha a che fare con chi vogliamo essere (quindi un forte segno di maturità).; in secondo luogo permette di vivere attivamente e da protagonista la propria esperienza universitaria, senza subire scelte fatte da altri.
Infine, si tratta di un esercizio utile per arrivare alla laurea con un progetto professionale non solo astrattamente definito, ma per il quale si sono già poste alcune condizioni concrete di realizzazione.