Rischio 3: “Per ogni professione esiste un corso universitario ad hoc”



“Quale corso universitario devo frequentare per accedere a questa o quella professione?”.

È una domanda che viene rivolta spesso ai nostri sportelli, ed è una domanda legittima. Talvolta, tuttavia, nasconde un’idea imprecisa del mondo delle professioni, secondo cui ad ogni professione corrisponderebbe un percorso universitario.

Il rischio di errore è duplice: da un lato, infatti, ci si illude che le professioni siano caselle vuote, statiche, da riempire grazie all’acquisizione di un titolo di studio; dall’altro, si pensa che tra università e lavoro esista un rapporto semplice e in qualche modo automatico.

E la proliferazione di corsi universitari offerti dai singoli atenei, dai nomi a volte anche bizzarri, può rafforzare queste idee.



Riflessione

La prima cosa che deve essere chiara è che tra università e mondo del lavoro il rapporto non è né così semplice, né così lineare.

L’università, per propria natura, è chiamata a fornire modelli e tecniche che riguardano un ambito, per quanto circoscritto, sempre molto ampio di applicazioni lavorative.

Il mondo del lavoro richiede saperi e competenze che vanno oltre gli apprendimenti accademici. Trasformare il sapere accademico in competenza per il lavoro è sempre un’operazione complessa che richiede l’intervento attivo e personale dello studente.

La seconda riflessione riguarda la dinamicità delle professioni. Queste nascono, si sviluppano, si trasformano ad una velocità molto alta. L’università ha il compito di fornire gli strumenti scientifici e culturali per governare tali trasformazioni, non di addestrare a questa o a quella professione.

Consigli-antidoto
  1. incominciare per tempo a conoscere quali sono le problematiche concrete dei diversi settori professionali, a quali bisogni reali rispondono le diverse professioni che abbiamo in mente, in modo da prefigurarsi il prima possibile il rapporto tra sapere accademico e sapere professionale
  2. invece di fermarsi al titolo dei diversi corsi di studio esistenti, andare sotto l’etichetta per verificare a quale classe di laurea questi appartengano (le diverse centinaia di corsi, infatti, fanno tutte riferimento a quarantatre classi di laurea), al fine di imparare a distinguere tra elementi comuni e specifici
  3. parlare con testimoni del mondo del lavoro, delle professioni e delle imprese, per comprendere il percorso reale che i saperi accademici compiono per diventare competenze professionali
  4. parlare con studenti al termine degli studi, per capire cosa stanno facendo, in concreto, per tradurre il proprio titolo di studio in progetto professionale




Come affrontare la scelta