È evidente che nessuno cade in questa fin troppo semplificata trappola; tutti sappiamo che giurisprudenza (presa, qui, solo ad esempio) apre molte più strade oltre a quella di fare l’avvocato. Tuttavia, è un fatto che, quando pensiamo a un percorso universitario, non sempre riconosciamo l’ampiezza dei percorsi lavorativi a cui questo può condurre, semplificando talvolta eccessivamente lo spettro di possibilità di futuro da immaginare.
Le semplificazioni a volte sono utili, perché ci fanno sentire di poter controllare la complessità del mondo. Il rischio, però, può essere quello di cadere in valutazioni un po’ stereotipate che ci fanno perdere un bel pezzo di ricchezza e varietà della realtà delle professioni. Oppure che ci fanno vedere delle traiettorie lineari laddove invece il percorso è più complesso e complicato di quello che appare. Infine, tali semplificazioni ci fanno vedere chi è e cosa fa l’avvocato (per riprendere l’esempio di giurisprudenza), ma rischiano di non farci riflettere su come stiamo noi dentro a quella professione