Francesco M.



Studente universitario a Rimini, Facoltà di Statistica, Corso di Laurea in Finanza, Assicurazione e Impresa, iscritto al 2° anno.



Come mai ha deciso di iscriversi all’università?

Ho deciso di iscrivermi all'università per poter conseguire un titolo che, teoricamente, avrebbe potuto darmi una possibilità lavorativa maggiore rispetto a quella data dal diploma, e inoltre per un forte interesse per la materia di studio.


Quali motivi l’hanno spinta a scegliere la facoltà (lavoro, vicinanza casa, altri motivi)?

Ho scelto la facoltà principalmente per le prospettive lavorative che poteva offrire e per gli argomenti trattati.


Quanto tempo ha dedicato per la scelta e attraverso quali ausili/figure d’aiuto è arrivato a maturarla?

Per la scelta della facoltà ho impiegato l'ultimo anno delle superiori; per reperire informazioni ho utilizzato i vari programmi di orientamento forniti dalla scuola superiore e alcune informazioni reperite sulla rete.


A fronte dell’esperienza di studi universitari che ha già svolto cosa rifarebbe e cosa cambierebbe (metodo, tipo di scelta, ecc.) per arrivare alla scelta?

Penso che non cambierei niente per arrivare a una scelta. Forse aumenterei il tempo dedicato alla ricerca di informazioni sulla rete.


La scelta effettuata ha confermato nei fatti le aspettative che aveva?

Per ora sì. Vedremo quando sarà il momento di entrare nel mondo del lavoro.


Quale consiglio si sente di dare a un giovane che deve affrontare la scelta dopo le scuole superiori?

L'unico consiglio che mi sento di dare è quello di reperire il maggior numero di informazioni possibili, attraverso tutti i canali possibili (scuola, famiglia, internet) e di fare una scelta consapevole.


Pensa che sia più opportuno rispettare le inclinazioni personali o valutare le migliori prospettive offerte da una facoltà rispetto a un’altra?

Penso che nella scelta non possa essere ponderata solo una o l'altra componente: entrambe sono fondamentali per quello che ci ritroveremo a fare in futuro e considerarne solo una penso sia un errore.


Ritiene ci siano differenze tra gli studi svolti alle superiori e quelli universitari? Se sì, quali?

L'unica differenza rilevante sta nel doversi organizzare nello studio, in quanto non avendo interrogazioni con frequenza giornaliera/settimanale, ma quantomeno mensile, si è costretti a trovare un metodo diverso per arrivare preparati. Per il resto lo studio è sempre lo studio.


Dopo gli studi universitari, qual è la sua prospettiva di lavoro?

Finiti gli studi mi piacerebbe trovare occupazione in ambito finanziario/bancario.





Testimonianze di chi ha scelto