Elisa M.



Neo laureata presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Bologna, sede di Cesena (Laurea Specialistica in Psicologia del Lavoro).



Come mai ha deciso di iscriversi all’università? Quali motivi l’hanno spinta a scegliere la facoltà (lavoro, vicinanza casa, altri motivi)?

La scelta di iscrivermi all’università è stata piuttosto naturale, perché ho conseguito la maturità classica ed ero consapevole del fatto che avrei dovuto completare il percorso di studi per poter provare a costruirmi un percorso professionale. Inoltre, nonostante mi sia preoccupata di valutare tutte le possibili opzioni, ero da tempo molto determinata a scegliere la Facoltà di Psicologia.
Non posso dire lo stesso per la scelta della scuola superiore, momento che è stato per me particolarmente difficoltoso, un po’ per la minor consapevolezza che avevo, un po’ perché è una scelta che si matura in un’età in cui è più facile lasciarsi condizionare dagli altri.


Quanto tempo ha dedicato per la scelta e attraverso quali ausili/figure d’aiuto è arrivato a maturarla?

Gli ultimi anni di liceo (l’ultimo in particolare) sono stati per me ricchi di riflessioni personali e di momenti di confronto con amici e familiari. E’ stato poi molto interessante poter partecipare alle giornate di orientamento organizzate presso la Fiera di Bologna, dove ho potuto parlare direttamente con docenti e ricercatori universitari delle facoltà che attiravano di più la mia attenzione e curiosità.


A fronte dell’esperienza di studi universitari che ha già svolto cosa rifarebbe e cosa cambierebbe (metodo, tipo di scelta, ecc.) per arrivare alla scelta?

Non credo cambierei molto: penso infatti che una scelta così importante debba avvenire in base alle reali aspirazioni del ragazzo e dietro ad una forte motivazione. Però credo anche che sia molto importante che gli adulti vicini al ragazzo (la scuola o i professionisti che lo accompagnano in questa scelta) debbano trasmettere tutte le proprie conoscenze per quanto riguarda le materie di studio, le prospettive occupazionali, ecc…
In questo modo è possibile esplorare le varie opzioni con maggiore consapevolezza. Poi però, a mio avviso, la scelta finale dovrebbe essere guidata dalle aspirazioni del ragazzo. Il percorso universitario – se intrapreso seriamente – richiede infatti molta forza di volontà, rinunce, impegno ed è molto meno faticoso se frutto di una scelta fatta con passione e determinazione.


La scelta effettuata ha confermato nei fatti le aspettative che aveva?

Per quanto riguarda il percorso di studi vero e proprio direi di sì. Ma è a quello che accade dopo la laurea che non si è molto preparati. Da un lato il periodo di crisi rende difficoltosa la ricerca di un primo impiego, d’altro lato è piuttosto difficile capire quali siano le scelte che meglio possano conciliarsi con i propri obiettivi professionali.
In questa fase mi è stato di enorme aiuto poter confrontarmi con un professionista dell’orientamento che ha saputo tradurre le mie richieste indicandomi, ad esempio, le principali aziende sul territorio che offrivano possibilità di impiego nell’ambito del mio settore di interesse.


Quale consiglio si sente di dare a un giovane che deve affrontare la scelta dopo le scuole superiori?

Prima di tutto informarsi: ad esempio consultare i siti web delle Università, partecipare alle cosiddette giornate di “Open day”, ecc… anche se ritengo che il miglior modo sia quello di parlare, se possibile, con persone che già hanno intrapreso gli studi o un impiego in settori affini a quelli considerati più interessanti.
Un’altra considerazione che mi sento di fare è quella che l’università non deve essere intesa come una scelta obbligata, ma una delle scelte possibili. Infatti ci sono tantissime professioni a cui si può accedere senza un titolo di studio universitario, magari frequentando un corso di formazione post-diploma oppure iniziando un percorso di apprendistato.


Dopo gli studi universitari, qual è la sua prospettiva di lavoro?

Sicuramente sì. Infatti l’università è costruita su un sistema di relazioni tra persone con interessi (almeno dal punto di vista professionale) tendenzialmente vicini; ciò consente di allargare le proprie conoscenze su un argomento fondamentale come quello lavorativo e di confrontarsi sulle possibili alternative, sulle difficoltà che si incontrano nel percorso. Inoltre, in questo momento, mi trovo in una fase in cui sto sperimentando la cosiddetta “gavetta” e mi rendo conto che intraprendere con umiltà e serietà i primi impieghi – anche se non sempre del tutto vicini alle proprie aspirazioni - consente di andare a costruire pian piano una professionalità che nasce da un percorso formativo ma si sviluppa solo all’interno della realtà lavorativa.





Testimonianze di chi ha scelto