Meno lavoro, più crisi sociale. Meno lavoro più formazione



Meno lavoro, più crisi sociale

Meno lavoro, meno consumi e più crisi economica? E’ solo un momento passeggero o stanno saltando uno alla volta i paradigmi che regolano la nostra società moderna?

Dalla lettura della stampa di certo non prevale l’ottimismo. Tutt’altro. Se Cina, India e Brasile tirano la ripresa, l’Italia è in forte sofferenza. Ed è opinione sufficientemente condivisa che la competitività non può basarsi sul costo del lavoro, ma qualità dei prodotti, innovazione, ricerca, creatività, design…

Ed è in questa direzione - e proprio con l’ottica di far fare un salto di qualità alla ricerca emiliano-romagnola - che la nostra Regione investe 234 milioni nella costruzione di una rete di dieci tecnopoli per la ricerca industriale, che diventerà operativa entro il 2013.

E Rimini diventerà il centro di alta tecnologia per la moda e il life cycle, con il contributo dell’ateneo e dell’amministrazione comunale.

Parlando di ateneo riminese, è bene sottolineare che Rimini, nel panorama regionale, nel 2009 ha contato il maggior numero di matricole, un percorso di studi più breve di quasi un anno rispetto al capoluogo bolognese e una percentuale molto alta di occupazione per chi diventa dottore: un risultato di tutto rispetto.

Ma dove si collocano i laureati riminesi? Quali sono le percentuali di laureati nelle nostre imprese?

Quale e quanta consapevolezza nei nostri imprenditori, amministratori locali ecc. sul valore che tale risorsa rappresenta per lo sviluppo dell’economia riminese, per aspirare ad avere un ruolo nella ripresa che prima o poi verrà?


Meno lavoro più formazione

Formazione, e quindi scuola e specializzazione, è la parola chiave per parlare di lavoro, nel momento in cui non solo i lavoratori precari stanno vedendo svanire le proprie aspettative occupazionali, ma anche tanti lavoratori stabili vedono messo a rischio il proprio posto di lavoro, con poche certezze per il futuro.

E sia per i più giovani che devono ancora decidere come entrare nel mercato del lavoro, sia per gli adulti che devono riuscire a starci, l’importante, ci sentiamo di dire, è l’attitudine a sviluppare capacità, ad apprendere, a reinventarsi. Spesso in un mercato per nulla scontato. E per farlo la formazione, tirocini compresi, è la strada maestra.

Il mancato incrocio fra domanda e offerta di lavoro è un tema che riguarda il nostro paese e la nostra comunità e sul quale da sempre noi del Centro per l’impiego di Rimini ci interroghiamo.

Le aziende faticano a trovare tecnici specializzati. I laureati riminesi faticano a trovare una collocazione coerente con le proprie aspirazioni professionali.

Punti di vista diversi affiorano dalle pagine dei giornali che vi presentiamo. La proposta avanzata dal mensile di economia TRE (“ 2010: un lavoro per mille giovani”) fa discutere.

Ma un dato è incontrovertibile: tecnici e operai specializzati sono effettivamente difficili da reperire. E allora una domanda, pur nella consapevolezza della complessità della questione che non è nella nostra intenzione sottovalutare, ci viene spontanea: quanto dipende anche da noi, dalle nostre idee, dalla confusione che si genera attorno ai temi della scuola e della formazione, al rapporto tra lavoro intellettuale e lavoro manuale?

E’ tempo di scelte: cercare la propria strada nel mondo del lavoro con meno pregiudizi e più possibilità di realizzazione è uno dei nostri consigli a tutti voi che dovete scegliere.