Indennità di disoccupazione stagionale


Consiglio importante per chi ha avuto uno o più rapporti di lavoro stagionale o a termine (in qualsiasi settore): alla fine del vostro contratto verificate subito se avete i requisiti per richiedere l’indennità di disoccupazione ordinaria o quella a requisiti ridotti. Nel primo caso, fate domanda il prima possibile. Altrimenti, segnatevi la scadenza del prossimo 31 marzo.


La disoccupazione stagionale

Il lavoratore che nell’anno solare (da gennaio a dicembre) è regolarmente assunto per almeno 78 giornate ed era stato in regola, anche per poco, almeno due anni prima, potrà chiedere all’Inps l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti (altrimenti detta “disoccupazione stagionale”). La domanda va presentata nel primo trimestre dell’anno successivo. Quindi, per il lavoro del 2009, entro il 31 marzo 2010.

E’ importante sapere che potrà richiedere questo tipo di disoccupazione anche chi, dopo la stagione, troverà un altro lavoro e al momento della presentazione della domanda sarà occupato. In sostanza, vengono coperti i vari “vuoti lavorativi” che potrebbero essersi verificati nell’anno precedente (sempre che non siano stati causati da dimissioni volontarie).

L’indennità a requisiti ridotti spetta, di regola, per un numero di giornate pari a quelle lavorate nell’anno e comunque fino ad un massimo di 180 giornate.

L’importo è pari al 35% della retribuzione media giornaliera per i primi 120 giorni e al 40% per i giorni successivi.


La disoccupazione ordinaria

Al termine del lavoro stagionale, comunque, il lavoratore potrebbe anche avere i requisiti per richiedere l’indennità ordinaria, che spetta a chi ha 52 settimane di contribuzione (quindi un anno di lavoro), nell’arco dei 24 mesi precedenti il licenziamento.

In questo caso la retribuzione sarebbe ben più sostanziosa, visto che l’indennità ordinaria copre 8 mesi (12 per chi ha più di 50 anni): per i primi 6 mesi si percepisce il 60% della retribuzione media di quando si lavorava (calcolata sulla media delle ultime 3 mensilità); il 50% per il 7° e l’8° mese; il 40% per i mesi successivi.


Indennità anche per i collaboratori a progetto

Dal 2009 anche i collaboratori a progetto che perdono il posto di lavoro possono contare su una forma di sostegno al reddito (“una tantum” pari al 20% del proprio reddito). Prima condizione necessaria per accedere al contributo è la dichiarazione di disponibilità ad accettare un altro lavoro “congruo” e/o a partecipare a un percorso di formazione. L’indennità sarà corrisposta soltanto ai collaboratori in possesso, contemporaneamente, dei seguenti requisiti: aver svolto la propria attività per un solo committente; aver percepito un reddito, nel 2008, tra i 5.000 e i 13.819 euro; aver versato contributi per almeno tre mesi e per non più di dieci mesi nel 2008 e per almeno tre mesi nel 2009. La domanda va fatta entro 30 giorni dal termine del contratto. Per gli anni 2010 e 2011 l’una tantum sarà del 10% del reddito percepito. I dettagli nella circolare Inps n. 74 del 26 maggio 2009.


Rivolgersi comunque all’Inps

In ogni caso, essendo materia gestita dall’Inps, è sempre consigliabile rivolgersi direttamente alla sede territoriale competente (a Rimini è in via Macanno, 25) o ai patronati, che potranno verificare la posizione contributiva del lavoratore e consigliarlo sulle diverse tipologie di indennità.

Il sito www.inps.it pubblica schede informative e la modulistica necessaria.


Qui di seguito trovate un prospetto riepilogativo delle diverse misure di sostegno al reddito dei lavoratori (indennità di disoccupazione ordinarie e speciali di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità, ecc.) attualmente in vigore.

Un altro strumento molto utile è la guida redatta dal Servizio Politiche del Lavoro della Provincia di Modena con la collaborazione dell'Inps. Contiene una panoramica sulle prestazioni a sostegno del reddito attualmente in vigore, comprensiva delle novità introdotte dalla recente manovra anticrisi.